C’è un grosso, enorme, colossale equivoco che coinvolge la maggior parte dei titolari di partite IVA italiane: quello di pensare che la propria attività debba incassare quanto basta per sostenere il tenore di vita del titolare e della sua famiglia. Anche se sembra incredibile, recentemente ho addirittura letto il libro di un commercialista che fa consulenza per le piccole attività, che dichiara: “occorre stabilire qual è il proprio tenore di vita e definire come la propria attività debba essere organizzata per poter raggiungere l’obiettivo”.

Si tratta di una chiara follia!

Una follia che nasce da un equivoco di base, quello che vede la propria attività come di esclusiva proprietà del titolare. Lo so, lo so, stai arricciando la fronte e inizi anche a perdere la pazienza, ma è proprio quel che voglio che tu capisca.

Chiariamoci subito, a scanso di equivoci: se sei un imprenditore di te stesso, un dipendente con la partita IVA, uno che si accontenta di portare a casa lo stipendio allora sei capitato nel posto sbagliato e ti consiglio di occupare diversamente il tuo tempo: la lettura di questo post potrebbe indispettirti e non sarebbe comunque di alcuna utilità per chi ragiona come te.

Nel momento stesso in cui decidi di aprire una partita IVA stai mettendo al mondo un soggetto che avrà una vita a se stante e di cui non sei l’esclusivo proprietario. E’ un po’ come quando metti al mondo un figlio: vivi per lui, ma lui non è di tua proprietà. E’ un individuo, una persona, qualcuno che più crescerà e più reclamerà la propria autonomia.

La tua impresa, in realtà, è anche dello Stato (e di questo ne faremmo volentieri a meno), perché, tramite le imposte e le tasse, ne finanzia il fabbisogno.
La tua impresa, in realtà, è anche dei tuoi dipendenti, perché ne hai la responsabilità, perché hai il dovere di fatturare per fare in modo che loro possano far campare la propria famiglia.
La tua impresa, in realtà, è anche di fornitori e clienti, perché sono coinvolti dalle tue decisioni e ottengono dei benefici se compri o vendi qualcosa.

Come vedi, la tua impresa non è solo tua. Se poi hai dei soci, la faccenda si complica ancor di più. Come mi ha recentemente consigliato un commercialista, quando si costituisce una società sarebbe bene prevedere anche la modalità del suo scioglimento, perché talvolta sciogliere una società può essere complicato.

La tua attività, quindi, ha delle responsabilità. E’ per questo che è assurdo concepirla solo come un lavoro, come quel modo di occupare le ore della giornata per fare in modo di guadagnarsi quel che serve per vivere.

La maggior parte delle piccole attività non produce un reddito davvero rilevante al proprio titolare. Forse anche per te è così, solo che tu non lo sai. Non lo sai perché prima incassi e poi, successivamente, paghi fornitori, dipendenti, tasse e banche. Nelle tue tasche gira molto denaro e quel denaro serve per vivere. Con esso ci paghi il mutuo, fai la spesa, paghi le rate della macchina e il dentista per i tuoi figli. Raramente ti fermi a riflettere a proposito di quanto tu abbia realmente guadagnato. Spesso, non lo sai neanche.

Non lo sai perché a te servono tot migliaia di euro al mese per vivere e li prendi dal conto della tua attività. E perché comunque il lavoro è così: incassi e paghi, incassi e paghi. E se ti accorgi di aver speso tutto prima di pagare le tasse, pazienza, il commercialista ti dirà che potrai dilazionare il pagamento a fronte di una piccola spesa ulteriore (il fantomatico ravvedimento operoso). E i fornitori possono aspettare. E, al limite, potrai sempre chiedere un prestito in banca o ottenere un fido.

Il problema è che se tu usi tutto quel che la tua attività incassa per sostenere il tuo stile di vita stai ammazzando la tua impresa, diventandone davvero schiavo! Esatto, è proprio il contrario di quanto tu abbia sempre pensato, la tua attività dovrebbe brillare di luce propria, limitandosi a pagarti uno stipendio fisso e consentendoti di incassare un utile a fine anno.

Come vedi, è il contrario di quel che fai ogni giorno!

Devi fare in modo che la tua attività possa vivere autonomamente senza che tu, ogni giorno, le sottragga il cibo necessario a sostenersi e a prosperare.

Il problema è proprio questo: se ti prendi tutto quel che la tua attività incassa, questa non potrà mai crescere e tu resterai sempre schiavo di quel poco che essa riesce a produrre.

Ok, qui ti ho fatto realmente incazzare, e ne sono contento!

Spero tu sappia che una attività, per diventare più grande e incassare di più ha bisogno di denaro, giusto? (No perché se pensi che ciò non sia vero direi che siamo proprio in alto mare riguardo alla comprensione del ruolo di un imprenditore…)

E come farebbe a crescere, questa attività?

Una attività può crescere incassando di più. E come incassa di più? Avendo più clienti. E come può avere più clienti? Investendo nella sua crescita. E come si investe nella sua crescita? Investendo nel marketing, nell’assunzione di nuovi dipendenti, nell’acquisto di nuovi strumenti di lavoro. E come fai a investire nel marketing, nell’assunzione di nuovi dipendenti e nell’acquisto di macchinari, se ti sei già mangiato tutto quel che l’attività ha prodotto?

Se vuoi davvero far crescere la tua attività devi smetterla di pensare che la sua cassa venga presa d’assalto ogni giorno per fare la spesa, per pagare le rate della macchina, per andare allo stadio, per pagare la borsa di Louis Vuitton a tua moglie, eccetera, eccetera!

Ma come? ti starai chiedendo, se non posso usare i soldi che guadagno come faccio a vivere?

Eh no, caro, puoi raccontartela da solo, ma non venire a raccontarla a me: non ti ho detto che tu debba vivere senza usare i soldi che guadagni dalla tua impresa. Ti ho detto che devi pagarti uno stipendio giusto e usare gli utili di fine anno, qualora ce ne siano. Devi invece usare tutto il resto della cassa per pagare tasse, imposte, fornitori, dipendenti e finanziare la crescita!

Se ti comporterai in questo modo, nel giro di qualche anno avrai smesso di spolpare l’attività per vivere sempre rincorrendo le scadenze, i pagamenti, il commercialista cattivo che ti manda gli F24 pochi giorni prima della scadenza, ma ti troverai ad avere un’azienda che fattura sempre di più consentendoti, a quel punto, di vivere con molte più risorse a disposizione!

C’era una volta un ragazzo che ebbe una grande idea, quella di aprire una gelateria, facendo un gelato davvero buono e artigianale.

Nello stesso periodo, c’erano due ragazzi che ebbero una grande idea, quella di aprire una catena di gelaterie che facessero il gelato più buono del mondo.

Il primo, aprì la gelateria in periferia, perché il locale costava poco. I clienti iniziarono ad arrivare e lui, inizialmente, cambiò vita: mutuo per la casa nuova, matrimonio, auto nuova, vestiti firmati.

I secondi, aprirono solo quando trovarono il locale giusto in centro città, perché non volevano sperare che qualcuno, per caso, incappasse nella gelateria facendosi venire voglia di gustare un nuovo gelato. Volevano che migliaia di persone, ogni giorno, vedessero la gelateria. I clienti iniziarono ad arrivare, ma i proprietari non cambiarono vita, anzi. Usavano i soldi che incassavano per fare marketing, in modo che sempre più persone conoscessero quel nuovo marchio di gelati artigianali.

Il primo, dopo qualche anno, era già in crisi: la sua vita personale costava tanto, anche perché gli erano nati due bambini, e gli incassi della gelateria avevano smesso di crescere e non erano più sufficienti a sostenere il suo tenore di vita. Dopo qualche anno, era nella ruota del criceto: finanziamenti per acquistare l’elettrodomestico rotto, fido in banca per pagare i fornitori, rateazioni su rateazioni per pagare le tasse. Non è un imprenditore, è rimasto un gelataio con, in aggiunta, un sacco di debiti.

I secondi, invece, dopo pochi mesi aprirono un secondo negozio, resistendo alle critiche di amici e parenti che dicevano loro: “ah, e così sareste degli imprenditori? Ma se vivete ancora con mamma e papà!”. Ma loro, imperterriti, continuavano a lavorare duramente per diventare i titolari di una catena di gelaterie.

E mentre il primo, dopo qualche anno, si è venduto pure la casa per pagare i debiti, lamentandosi con lo stato cattivo e le tasse (quando doveva solo prendersela con se stesso), i secondi hanno venduto ad una multinazionale la loro catena di gelaterie per 30 e passa milioni di euro, diventando piuttosto ricchi.

Se non lo avessi capito, i due ragazzi che anziché bruciarsi tutta la cassa della gelateria hanno investito tutto nel marketing e in nuove aperture sono i titolari di Grom, di cui avrai senz’altro sentito parlare.
Ti sto forse dicendo di aprire una catena di negozio? Assolutamente no! Non tutti siamo Grom e forse è anche tardi per provare a diventarlo.

Quel che ti sto dicendo è che se usi la tua attività come lo strumento per pagare il tuo stile di vita, la stai condannando a restare piccola e a non consentirti mai di diventare davvero una persona in grado di guadagnare abbastanza per poterti permettere uno stile di vita agiato e senza debiti.

Se, invece, consentirai alla tua attività di crescere investendo nel marketing, senza spolparla ogni giorno di tutta la cassa, allora potrai davvero toglierti delle belle soddisfazioni.

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